Lo sciopero dei magistrati contro la separazione delle carriere: adesione all’80%

Il 27 febbraio 2025, i magistrati italiani si sono mobilitati in uno sciopero nazionale per contrastare la riforma sulla separazione delle carriere.

Lorena Papini 28/02/25

Il 27 febbraio 2025, i magistrati italiani si sono mobilitati in uno sciopero nazionale, un evento che ha coinvolto l’intera comunità giuridica e ha suscitato un acceso dibattito tra magistrati. La protesta è stata indetta per contrastare la discussa riforma sulla separazione delle carriere, uno dei grandi temi di riforma dell’attuale Governo. Il tema è di primaria rilevanza per tutti i professionisti legali, in quanto tocca l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, elementi fondamentali per il corretto funzionamento del sistema giudiziario. L’ Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha parlato di un’adesione allo sciopero in tutte le città tra il 75 e l’80%, con punte di 90%.

Indice

1. La separazione delle carriere dei magistrati: un tema centrale per la comunità giuridica


La riforma solleva interrogativi che vanno oltre la posizione della magistratura. L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha posto l’accento sui rischi di un indebolimento dell’indipendenza del pubblico ministero. Il vicepresidente dell’Associazione, De Chiara, ha dichiarato in un’intervista a La Notizia che “La riforma in discussione non serve a risolvere i problemi della giustizia e nemmeno si prefigge di farlo. […] Il timore è che sullo sfondo ci sia il tentativo della politica di rivendicare per sé il baricentro del potere, attraverso l’indiscriminato ridimensionamento del potere giudiziario, che, nell’ottica del costituzionalismo liberale, dovrebbe fungere da limite del potere esecutivo. Non sono quindi i magistrati contro la riforma, ma purtroppo è la riforma ad essere contro i magistrati, perché, in tutti i suoi contenuti qualificanti, produce l’effetto di mortificarne la dignità”. Anche per gli avvocati e i giuristi questa riforma avrebbe delle pesanti ripercussioni: la separazione delle carriere potrebbe tradursi in una maggiore distanza tra accusa e giudicante, con ripercussioni significative sul processo e sul diritto di difesa. Alla separazione delle carriere abbiamo dedicato l’articolo: Separazione delle carriere: in cosa consiste il nuovo ddl costituzionale

2. Una mobilitazione che coinvolge tutto il sistema giustizia


L’ampia partecipazione registrata nelle diverse città italiane dimostra che la protesta non è limitata ai magistrati, ma interessa l’intera macchina della giustizia. A Roma, l’assemblea al cinema Adriano ha visto un coinvolgimento tale da rendere necessario l’utilizzo di più sale. A Milano, il presidente del Tribunale Fabio Roia ha evidenziato un’adesione del 90%. A Napoli, il dibattito ha visto la presenza di esponenti della cultura giuridica e letteraria come Maurizio De Giovanni e Viola Ardone, mentre a Genova l’attore Antonio Albanese ha letto un testo di Piero Calamandrei, sottolineando il valore della separazione dei poteri.

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3. L’impatto sul dibattito: il confronto con il governo


Lo sciopero ha avuto un impatto anche sul dibattito politico. Il governo ha aperto un primo spiraglio al dialogo, con un incontro previsto per il 5 marzo tra la premier Giorgia Meloni e i rappresentanti della magistratura. Anche l’Unione delle Camere Penali parteciperà a un confronto separato, segnale di una discussione più ampia che coinvolge l’intera avvocatura. Resta da vedere se questo confronto porterà a modifiche concrete del disegno di legge o se si tratterà di un semplice momento interlocutorio.

4. Un segnale forte per la giustizia italiana


Il successo della mobilitazione dimostra che la riforma della giustizia è un tema che riguarda tutti i professionisti del diritto. La magistratura ha lanciato un messaggio chiaro sulla necessità di preservare l’indipendenza e l’autonomia della funzione giurisdizionale. Per gli avvocati, i giuristi e gli studiosi del diritto, questa è l’occasione per riflettere su come il sistema giustizia possa evolvere senza compromettere le garanzie fondamentali. Nei prossimi mesi, il dibattito proseguirà e sarà fondamentale che la comunità legale partecipi attivamente, contribuendo a un confronto serio e approfondito sulle implicazioni della riforma.

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